Guida · Regime forfettario
Quante tasse si pagano in regime forfettario nel 2026
Aggiornata il 15 luglio 2026
Il vantaggio del regime forfettario è proprio questo: paghi meno tasse e le paghi in modo semplice. Ma "quante" dipende dalla tua attività. La buona notizia è che le voci sono solo due — imposta sostitutiva e contributi INPS — e si calcolano sempre allo stesso modo.
Le due sole voci che paghi
- Imposta sostitutiva — sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. È del 5% nei primi 5 anni (se hai i requisiti di nuova attività), poi del 15%.
- Contributi INPS — la previdenza. Cambia a seconda della gestione: Gestione Separata (~26% del reddito), oppure Artigiani/Commercianti (una quota fissa annua + una percentuale sulla parte eccedente il minimale).
Non paghi IVA sulle fatture, non paghi IRPEF a scaglioni: solo queste due voci. Ecco perché per molti freelance il forfettario è nettamente più leggero dell'ordinario.
Come si calcola, passo per passo
Nel forfettario le tasse non si calcolano sul fatturato pieno, ma per passaggi:
- Reddito imponibile = fatturato × coefficiente di redditività (78% per professionisti e consulenti, 67% per altre attività, 40% per commercio e ristorazione, ecc.). Le spese non si scaricano: il coefficiente le "forfettizza" già.
- Contributi INPS = calcolati sul reddito imponibile secondo la tua gestione. Si sottraggono dall'imponibile prima di calcolare l'imposta.
- Imposta sostitutiva = (reddito imponibile − contributi INPS) × 5% o 15%.
Un esempio concreto (2026)
Consulente con 30.000 € di fatturato, coefficiente 78%, Gestione Separata, aliquota agevolata al 5%:
- Reddito imponibile: 30.000 × 78% = 23.400 €
- Contributi INPS (26,07%): 23.400 × 26,07% ≈ 6.100 €
- Imposta sostitutiva: (23.400 − 6.100) × 5% ≈ 865 €
- Totale tasse + contributi: ~7.000 €, cioè circa il 23% del fatturato.
Con la stessa attività ma aliquota al 15% (dal sesto anno), l'imposta salirebbe a ~2.600 € e il totale a ~8.700 €. Cambia molto anche il coefficiente: chi ha il 40% paga su un imponibile molto più basso.
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Il punto pratico
Sapere quante tasse pagherai serve a una cosa sola: metterle da parte in anticipo. La regola prudente è accantonare il 25–30% di ogni incasso su un conto dedicato (qui come si fa), così alle scadenze i soldi ci sono già.