Guida · Regime forfettario
Quanto mettere da parte per le tasse in regime forfettario
Aggiornata il 4 luglio 2026
La domanda che ogni freelance forfettario si fa almeno una volta: di ogni fattura che incasso, quanto devo mettere da parte per le tasse? La risposta dipende dal tuo coefficiente di redditività e dalla gestione previdenziale, ma esiste una regola pratica che ti tiene al sicuro.
La regola pratica: 25–30% di ogni incasso
Il consiglio più diffuso è accantonare tra il 25% e il 30% di ogni incasso su un conto dedicato, appena il denaro entra. È una stima prudente che copre imposta sostitutiva e contributi INPS per la maggior parte dei forfettari. Chi ha un coefficiente alto (78%) e la gestione separata dovrebbe stare verso il 30%; chi ha coefficienti più bassi può stare più vicino al 25%.
Come si calcola davvero
Nel regime forfettario le tasse non si calcolano sul fatturato pieno, ma per passaggi:
- Reddito imponibile = fatturato × coefficiente di redditività (es. 78% per consulenti/professionisti, 67% artigiani, 40% commercio).
- Contributi INPS = calcolati sul reddito imponibile secondo la tua gestione (Gestione Separata ~26%, oppure quota fissa + percentuale per artigiani e commercianti).
- Imposta sostitutiva = (reddito imponibile − contributi INPS) × 5% (primi 5 anni, se hai i requisiti) oppure 15%.
Un esempio concreto
Consulente con 30.000 € di fatturato, coefficiente 78%, gestione separata, aliquota 5%: reddito imponibile 23.400 €, contributi INPS ~6.100 €, imposta ~865 €. Totale da accantonare ~7.000 €, cioè circa il 23% del fatturato. Ecco perché tenere il 25–30% ti lascia anche un piccolo margine.
Vuoi il numero esatto per la tua situazione? Usa il calcolatore gratuito: inserisci il fatturato e vedi netto, tasse e quanto accantonare.
Il consiglio in più
Accantona a ogni incasso, non a fine anno. Sposta subito la quota su un conto separato: così alle scadenze (30 giugno saldo + primo acconto, 30 novembre secondo acconto) i soldi ci sono già e la scadenza smette di essere un'ansia.